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DURA REAZIONE DI RETECAPRI
SULLA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITA' DELLE COMUNICAZIONI
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08/07/2010
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Il 6 luglio scorso il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò ha illustrato alla Camera dei Deputati la relazione annuale dell’organo di garanzia. Per la parte concernente la radiotelevisione, ReteCapri, “televisione nazionale indipendente generalista che trasmette dal 1982 dal Mezzogiorno d’Italia” (citazione come da ultimo convegno DGTVi), intende replicare su alcuni importanti punti. Il primo è tutto concentrato nelle seguenti parole di Calabrò: “Il settore televisivo italiano è essenzialmente tripartito: Rai-Mediaset-Sky, con gli altri operatori minori e le TV locali che faticano a trovare spazi concorrenziali".
In pratica l’Agcom ha dichiarato ufficialmente l’esistenza di un ‘TRIOPOLIO’, così come più volte teorizzato e denunciato da ReteCapri e dall’associazione di settore Coordinamento Nazionale Televisioni – Terzo Polo Digitale. Ma non solo. Le citate difficoltà delle tv locali e minori nel trovare spazi concorrenziali hanno, altresì, ufficializzato la mancanza di pluralismo e di concorrenza nel mercato. Viene, quindi, indirettamente giustificata dalla stessa Agcom la procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea la quale, a questo punto, dovrebbe proseguire il cammino, visto che risulta sospesa per “verifica degli sviluppi”. Sulla base della relazione Agcom gli sviluppi non risultano positivi. La grave dichiarazione, fatta per di più dall’’organo che dovrebbe garantire la rimozione di tutti gli ostacoli per una sana e vitale attività nel mercato, pone l’Agcom in una posizione di enorme responsabilità sull’attuale assetto radiotelevisivo, soprattutto nel digitale terrestre.
ReteCapri, inoltre, prende atto che poco o nulla è stato detto circa l’attribuzione dei mux, che vede oggi l’emittente caprese fortemente discriminata con un solo mux assegnato mediante la delibera Agcom n.181 (già impugnata con ricorso al Capo dello Stato), pur essendo operante con due mux; il ritardo, poi, nel predisporre il bando per il c.d. beauty contest per l’assegnazione di 5 mux nazionali sta creando ulteriori danni all’emittente caprese che, proprio attraverso tale dividendo, dovrà legittimamente ottenere il secondo mux.
Poco è stato detto anche in riferimento alla regolamentazione dell’LCN (Logical Channel Numbering) che è tra le cause maggiori del mancato spazio concorrenziale che proprio l’Agcom va a segnalare. Anche qui ReteCapri ha già denunciato i danni connessi ai conflitti di attribuzione che danneggiano le emittenti storiche e di spessore. Quanto alla proposta avanzata da più parti di garantire spazio tra le prime 10 posizioni alle tv locali, ReteCapri, intende chiarire che pur rispettando la necessità di garantire al comparto locale (da sempre calpestato al pari delle tv nazionali indipendenti) maggiore visibilità, non è possibile che a pagare il prezzo sia proprio l’emittente caprese; ReteCapri, infatti, è l’unica tv nazionale generalista a trasmettere dal Mezzogiorno d’Italia e che vanta una storia quasi trentennale, reduce da oltre un ventennio di duopolio Rai-Mediaset nel mercato analogico che le ha cagionato danni incalcolabili, sia economici che di immagine. Per questo ReteCapri ha rivendicato di diritto l’assegnazione di una posizione compresa tra 1-10.
ReteCapri invita, dunque, l’Agcom a operare nei fatti eliminando definitivamente quei paletti che ostacolano la libera concorrenza garantendole sia spazio frequenziale legittimo (il secondo mux) sia una posizione nel range 1-10 del telecomando.
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