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Capri vieta le slot machine: entro 90 giorni via gli apparecchi dagli esercizi pubblici e dalle sale giochi. Il regolamento approvato dal Consiglio Comunale su proposta dell'Amministrazione, l'opposizione contesta l'iter
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12/09/2018 - Via le slot machine e i videopoker dal territorio di Capri. L’Amministrazione caprese dichiara guerra alla ludopatia e lo fa portando in Consiglio Comunale il regolamento su sale da gioco e giochi leciti che punta a disciplinare l’intero settore sul territorio comunale. Il regolamento, approvato con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione, fissa numerosi paletti e in particolare dispone il divieto assoluto di installare macchinette, che prevedano vincite in denaro, entro 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili, tra cui scuole, chiese, centri sportivi e balneari, sportelli bancomat, uffici pubblici, poste. In pratica nella totalità del territorio sono bandite le slot. Gli esercizi pubblici e le attività commerciali che le dispongono dovranno disinstallare le macchine entro 90 giorni. Un’iniziativa simile fu già avviata con successo negli scorsi anni ad Anacapri, comune apripista in Italia, tra i primissimi a varare un regolamento, approvato anche con referendum popolare, che ha “deslottizzato” il territorio.
“Oggi - spiega il vicesindaco di Capri, Roberto Bozzaotre, che insieme all’Amministrazione ha fortemente voluto questo provvedimento - è stato approvato un regolamento molto importante per il nostro territorio. Riteniamo che le amministrazioni debbano sempre tutelare la salute dei propri cittadini. Ovviamente non ci illudiamo di risolvere con questo provvedimento il problema della ludopatia, si tratta però di un primo essenziale passo”.
Questa invece è stata la dichiarazione di voto del gruppo consiliare di opposizione Avanti Capri che ha espresso il proprio no alla delibera: “Condividiamo il principio generale del contrasto all’utilizzo dei giochi in quanto alimentano il fenomeno della ludopatia in continuo aumento sull’isola. Pur tuttavia, non condividiamo l’iter procedurale della stesura ed approvazione del regolamento soprattutto perché non si è avuto modo di avere un confronto con le associazioni di categoria locali, di sentire approfonditamente i servizi sociali e non acquisire una mera relazione non esaustiva. Sarebbe stato opportuno approfondire un discorso tecnico del territorio per individuare bene i requisiti e i termini, come il metraggio della distanza dai siti sensibili e spiegare per esempio perché si è stabilito in regolamento 500 mt e non 450 o 550. Infine, sicuramente bisognava richiedere pareri e studi all’associazione di psicologi e sociologi. In questo modo, a nostro avviso, si allungano i tempi e non si accorciano e non si combatte in modo efficace il fenomeno della ludopatia”.

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